27/02/2015

Partire informati e consapevoli. Un mese di lavoro all’estero?


Prendiamo il caso di persone che vogliono andare all’estero per un breve periodo.
Hanno solo poche settimane di vacanza dal lavoro o dall’università e desiderano praticare la lingua straniera, fare un’esperienza nuova, mettersi alla prova in un altro ambito lavorativo. Oppure hanno pochi soldi a disposizione, tanto che non permettono di fare il turista né di pagare un corso di lingua.

Cercano una soluzione che raramente esiste nella realtà.
Ci sono delle eccezioni. Un lavoro per un mese si può trovare se si cerca sul posto (naturalmente deve essere il posto giusto, non l’Andalusia, il Brandeburgo o Belfast dove il 30-40% dei giovani è disoccupato). I lavori possibili sono tanti: nei fast food, nei supermercati, nel volantinaggio, nelle aree di parcheggio, nei cantieri, con le imprese di trasloco, come lavapiatti, in agricoltura, ecc.
Caratteristica comune a tutti questi lavori deve essere che si possano svolgere senza o con breve formazione, paga bassa, orari flessibili e lunghi, lavoro pesante, poca possibilità di praticare la lingua. L’alloggio è a pagamento.

Per trovare sul posto un lavoro così, serve molta iniziativa personale. Occorre cercare bussando alle porte e parlando direttamente con chi è responsabile dell’assunzione. E passa sempre qualche giorno o una settimana prima di riuscire.

Ma se l’obiettivo è di formarsi e fare una stimolante esperienza interculturale, un lavoro breve non sembra essere la risposta giusta.
E allora che altro fare?
La soluzione potrebbe essere un prolungamento della permanenza all’estero.

Ma se non è proprio possibile, ci sono varie alternative da prendere in considerazione:
- campo di lavoro: solidale, economico, internazionale, multilingue;
- ospitalità in famiglia: contatto diretto con cultura e vita, migliora la lingua;
- summer school: professionalizzante, migliora la lingua, ottimo rapporto costi/benefici;
- corso di lingua: miglioramento garantito della lingua, divertente, internazionale;
- vacanze alternative: in bici per vivere immersi nel paese visitato, interrail per tuffarsi in tante culture diverse in poco tempo.

Perché un mese all’estero fa bene. Non solo alla lingua ma anche per chiarirsi le idee, per vedere come gli altri vivono e lavorano, per trovare sicurezza lontano dal proprio nido, per fare conoscenza e amicizia con persone di culture diverse